Rischi e opportunità: guida pratica per studenti che vogliono cavarsela
L’intelligenza artificiale è entrata ormai anche nel lavoro di tesi: può aiutarti a riordinare le idee, orientarti nella ricerca, sintetizzare testi complessi o revisionare ciò che hai scritto. Ma fino a che punto puoi affidarti all’IA senza perdere il controllo sul tuo lavoro?
Hai già utilizzato l’IA e hai dubbi sul tuo elaborato? Puoi fare un check della tua tesi con noi. Il problema, infatti, non è usarla. È sapere come usarla.
In questo articolo vediamo quali opportunità offre, quali rischi è importante conoscere e come interpretare strumenti come detector IA e software antiplagio. Con un punto fermo: alla fine, ciò che consegni deve essere davvero frutto del tuo lavoro.
Indice dei contenuti
- Studenti di oggi alle prese con la tesi
- Software antiplagio e detector IA: qual è la differenza?
- Usare l’IA per scrivere la tesi: i rischi
- Come usare l’IA per la tesi: le opportunità
- Conclusione
1. Studenti di oggi alle prese con la tesi
Numerosi studenti che contattano Sottotesi, ogni giorno, hanno dubbi sul modo in cui hanno utilizzato l’IA (banalmente ChatGPT) per scrivere la tesi e non sanno, da soli, come interpretare le percentuali dei detector IA.
Sì, perché oggi quello che si vuole rilevare non è più – o non è solo – il caro vecchio plagio, ma anche il modo in cui lo studente ha utilizzato l’intelligenza artificiale, partendo dal presupposto che questa tecnologia viene ormai ampiamente utilizzata in ambito accademico, tanto più che le stesse Università stanno cominciano a legittimarla.
Il rischio, qui, è un altro: la facilità con cui i modelli di intelligenza artificiale sono in grado di riassumere e rielaborare un gran numero di fonti disponibili online ha reso molto più semplice ottenere informazioni e testi già rielaborati, con il rischio di saltare alcuni passaggi fondamentali della ricerca.
Eppure scrivere la tesi, per quanto possa sembrare un incubo organizzativo, è una delle fasi più preziose dell’università. Per la prima volta sei tu (o quasi…) a scegliere cosa approfondire, a decidere una direzione di ricerca che ti rappresenta e a trasformarla nel tuo personale lavoro di tesi. È l’occasione per mettere alla prova la tua curiosità e scoprire se sai davvero ragionare come studente e come futuro professionista.
Noi di Sottotesi lo sappiamo bene: spesso la tesi viene vissuta come una montagna insormontabile. Il nostro compito è alleggerire quel peso, fornire un metodo e strumenti, e aiutarti a scoprire che dietro le notti passate a scrivere non c’è solo fatica, ma anche soddisfazione e orgoglio.
2. Software antiplagio e detector IA: qual è la differenza?
Da quando è nata, nell’ormai lontano 2015, Sottotesi si è subito dotata di software antiplagio. I software antiplagio confrontano il testo caricato con enormi database di fonti (articoli, libri, siti web, tesi già depositate ecc.), rilevando se parti del testo coincidono, o sono troppo similari. Un tempo, prima dell’IA, l’escamotage più diffuso per scrivere velocemente una tesi era, infatti, uno solo: copiare da libri, articoli, documenti e pagine web. Per non incorrere nel plagio si deve dunque citare correttamente le fonti e rielaborare i contenuti apportando il proprio pensiero critico.
Oggi il panorama è cambiato. Con i modelli di intelligenza artificiale è possibile generare in pochi secondi testi apparentemente originali, anche senza copiare direttamente da una fonte.
Gli strumenti di rilevamento dell’IA non confrontano testi, ma analizzano alcune caratteristiche linguistiche e statistiche per stimare quanto un testo presenti pattern compatibili con una scrittura generata artificialmente. Non analizzano corrispondenze letterali, parafrasi sospette e percentuali di similarità, ma guardano aspetti come ripetitività, struttura delle frasi, lessico troppo uniforme ecc.
Ma attenzione: i detector IA sono strumenti di controllo, non sentenze. Una percentuale elevata non dimostra automaticamente che un testo sia stato scritto dall’IA e possono verificarsi anche falsi positivi. Allo stesso modo, una percentuale bassa non basta, da sola, a garantire che il lavoro sia originale, corretto o di qualità.
Il risultato di un detector va quindi interpretato. Può essere utile per individuare le parti del testo da controllare più attentamente, verificare le informazioni e rielaborare ciò che non rispecchia realmente il proprio lavoro. L’obiettivo finale da tenere a mente non è, dunque, “passare i controlli del relatore” ma consegnare una tesi che sia davvero frutto del nostro lavoro.
3. Usare l’IA per scrivere la tesi: i rischi
Un testo generato dall’IA può sembrare ordinato, corretto e convincente, ma questo non significa che le informazioni che contiene siano necessariamente accurate o supportate da fonti solide.
Uno dei rischi più concreti sono le cosiddette hallucinations: l’IA può generare informazioni inesatte o completamente inventate, attribuire affermazioni ad autori che non le hanno mai formulate e persino creare riferimenti bibliografici, titoli, DOI e citazioni che sembrano perfettamente plausibili, ma non esistono. Per questo ogni informazione e ogni fonte suggerita dall’IA deve essere verificata prima di essere inserita nella tesi.
Un altro aspetto riguarda la qualità del testo. Se utilizzata per generare interi paragrafi o sezioni, l’IA può produrre contenuti generici, ripetitivi, poco approfonditi o non perfettamente coerenti con il resto dell’elaborato. E un testo formalmente corretto può comunque non rispecchiare il tuo modo di argomentare o il percorso di ricerca che hai svolto.
Infine, c’è un rischio meno immediato ma altrettanto importante: affidare all’IA una parte troppo ampia del lavoro può impoverire il processo stesso di costruzione della tesi. Ricercare, confrontare le fonti, elaborare un ragionamento e tradurlo in un testo sono passaggi che permettono di conoscere davvero il proprio argomento. Delegandoli completamente, il rischio è arrivare alla fine con un elaborato che non si padroneggia fino in fondo e che si fatica a spiegare o sostenere in sede di discussione.
Per questo ogni output dell’IA dovrebbe essere verificato, rielaborato e integrato nel proprio lavoro. Non basta che un testo sia formalmente corretto: bisogna sapere da dove arrivano le informazioni, verificarne le fonti e, soprattutto, essere in grado di comprendere e sostenere ciò che si è scritto.
4. Come usare l’IA per la tesi: le opportunità
Il punto non è demonizzare l’IA, ma imparare a usarla bene. Non deve sostituirti, ma affiancarti.
Quindi, come puoi usare l’intelligenza artificiale per aiutarti a scrivere la tesi?
- Brainstorming: usala per riordinare le idee; circoscrivere il tuo argomento; formulare possibili domande di ricerca o strutturare una prima scaletta provvisoria
- Riassumere testi complessi, verificando sempre che la sintesi sia fedele al contenuto originale (molto utile anche per verificare al volo se l’articolo trovato è pertinente o meno con il tuo argomento di tesi)
- Suggerire parole chiave per fare ricerca bibliografica, anche in inglese (ma attenzione: non usarla per generare direttamente le fonti bibliografiche!)
- Correggere le bozze, per migliorare la scorrevolezza o individuare errori di forma
- Supporto nella formattazione: ad esempio aiutandoti a uniformare bibliografia, citazioni e note secondo le linee guida richieste dalla tua università
Il cuore del lavoro – la raccolta delle fonti, l’analisi, la riflessione critica – deve però restare tuo. L’IA può stimolare il pensiero, ma non deve sostituirlo.

Conclusione
L’IA può essere un ottimo supporto durante il lavoro di tesi, purché resti uno strumento e non sostituisca il tuo processo di ricerca, analisi e scrittura. Il punto non è semplicemente quanto l’hai utilizzata, ma come l’hai utilizzata e quanto il risultato finale sia realmente frutto del tuo lavoro.
E questo articolo, chi l’ha scritto? Noi o l’IA? Forse entrambe. Ma la differenza la fa sempre la parte più umana: verificare, scegliere, rielaborare e dare senso alle informazioni.
Hai utilizzato l’IA e hai dubbi sul tuo elaborato? Prima della consegna, fai un controllo con TesiCheck. Analizziamo il tuo elaborato per individuare eventuali criticità legate a contenuti IA e plagio, aiutandoti a interpretare i risultati e capire quali parti del testo meritano un approfondimento o una revisione.

