Nel panorama universitario globale, sempre più variegato e innovativo, esistono corsi di laurea curiosi, definiti impropriamente eccentrici – e per molti privi di sbocchi professionali -, che nascono per rispondere a delle esigenze concrete, legate alla cultura popolare o alla gestione di settori emergenti. Molti di questi corsi hanno una componente simbolica e sperimentale forte, poiché rappresentano nuovi modi di costruire conoscenza, descrivendo perfettamente il concetto di adattabilità del percorso formativo attraverso approcci alternativi che riflettono i cambiamenti della realtà.
In questo articolo troverai alcuni dei corsi più “strani” al mondo e perché esistono.
Indice dei contenuti
1. Cosa si intende davvero per corsi universitari “strani”?
Con l’espressione corsi universitari “strani”, si indicano quei percorsi di studio che si distinguono dai tradizionali per contenuti e metodo d’insegnamento. Non si tratta di corsi inutili o poco seri; spesso sono insegnamenti innovativi che si concentrano su aspetti della realtà poco esplorati o insoliti, offrendo strumenti analitici per interpretare la società contemporanea in modo più ampio. In molti casi, vengono analizzati elementi della cultura popolare, come serie tv o personaggi famosi, per dimostrare come questi possano avere una rilevanza dal punto di vista sociale ed educativo, oltre che culturale. Spesso questi insegnamenti mettono in relazione diversi ambiti disciplinari come: filosofia, sociologia e comunicazione, aiutando a sviluppare competenze trasversali. Per questo motivo, ciò che sembra strano o inusuale, spesso è utile e attuale per riflettere le dinamiche complesse della società in cui viviamo.
2. Alcuni dei corsi più “strani” al mondo
Modulo sia dell’università della California, sia dell’università di Glasgow in Scozia, analizza i più grandi pensatori della nostra storia attraverso le vicende della “famiglia gialla” più famosa del mondo. Il percorso permette agli studenti di comprendere le varie correnti di pensiero ed introdurle nel panorama moderno. Questo è possibile attraverso l’analisi dei dialoghi e dei personaggi in cui sono nascoste le teorie di filosofi come Kant, Rousseau e Platone. Questo conferma come i prodotti della cultura popolare possano diventare strumenti di riflessione, favorendo un approccio più moderno allo studio della filosofia.
A David Beckham è dedicato un modulo di 12 settimane presso l’università di Staffordshire in Gran Bretagna. È uno dei moduli che gli studenti di Sociologia o Scienze dello Sport devono svolgere prima di laurearsi. Il corso analizza l’impatto culturale e sportivo della star, dal gioco alla relazione, dalla moda alla strategia di marketing che lo ha reso multimilionario. David Beckham è la rappresentazione di una strategia di branding che lo ha trasformato da figura sportiva a fenomeno globale.
Ad Harry Potter è dedicato parte del piano di studi degli studenti di Scienze dell’educazione dell’università di Durham. Il modulo accademico mette in luce il valore pedagogico e l’impatto culturale e sociale del capolavoro di J.K. Rowling. Si studiano i libri e i simboli, si analizza la “lingua magica” e come questi si sono affermati nel panorama culturale mondiale. Il valore pedagogico è fondamentale, sono presenti numerosi temi educativi all’interno della saga quali amicizia, coraggio e crescita personale. La letteratura passata, così come la presente, ricopre un ruolo significativo nel panorama culturale globale.
Più che un corso tradizionale, quello dei fan studies è un vero e proprio campo di ricerca, diffuso in Gran Bretagna e in particolare a Londra, che ha l’obiettivo di analizzare le dinamiche sociali, culturali e psicologiche che permettono l’aggregazione di persone in fandom. Non solo fandom sportivi, ma anche musicali e cinematografici, studiati ed analizzati anche attraverso le differenze tra i vari gruppi. Lo studio del comportamento collettivo ricopre un ruolo fondamentale sia a livello mediatico che a livello politico, di conseguenza, una formazione che tenga conto in modo specifico di questo fenomeno consente di preparare in modo adeguato e approfondito esperti nel campo della comunicazione.
Gli studenti di comunicazione in Arizona hanno la possibilità di frequentare corsi specifici sui meme e sul loro impatto nella cultura, nonché sul modo in cui questi hanno influenzato la comunicazione dalla loro nascita ad oggi. In particolare, vengono analizzate le dinamiche che li rendono virali, prevedendo i futuri trend attraverso lo studio degli algoritmi. Inoltre, studiano il loro ruolo nella società: dall’impatto psicologico a quello più profondo della politica.
All’università di Dundee, in Scozia, esiste il corso di hackeraggio etico. Sebbene abbia tutta la parvenza di un corso “fuffa”, che potrebbe mettere in dubbio la serietà dell’università, si tratta di un percorso vero e proprio che forma professionisti estremamente ricercati. Il percorso, della durata di 4 anni, forma esperti di sicurezza informatica attraverso simulazione di attacchi e difesa attiva. In un mondo dove la tecnologia e il web stanno diventando sempre più centrali, individuare le vulnerabilità dei sistemi informatici, e capire come porre rimedio al problema seguendo principi etici e legali, è fondamentale.
Nel Regno Unito è possibile trasformare la passione per il surf in un percorso professionalizzante. Non è una laurea tradizionale, ma un percorso di due anni equivalente ai primi due anni di triennale del sistema europeo. Dunque, è un percorso che necessita di essere integrato. Gli studenti studiano la nascita di questo sport e la sua diffusione. Oltre alle lezioni sulla storia del surf, prima di passare alla pratica, è necessario studiare la conformazione oceanica, l’anatomia delle tavole, la psicologia delle prestazioni, meteorologia, filosofia e tanto altro. Come se non bastasse, all’aspetto più pratico si affianca quello teorico del business legato al surf. Questo percorso dimostra perfettamente come discipline considerate banali, elitarie o “acchiappa like” possono offrire opportunità concrete in diversi settori.
3. Quando la cultura e la società influenzano i corsi di studio
La cultura e la società contemporanea esercitano una forte influenza sui corsi di studio universitari, contribuendo a trasformare contenuti e approcci formativi. Sempre più spesso, le università utilizzano approcci alternativi per avvicinare i concetti tradizionali ai riferimenti della cultura popolare, rendendo più accessibili temi complessi. Il ricorso alla cultura popolare è una risposta all’esigenza di comprendere la realtà contemporanea. In questo modo, l’apprendimento diventa più coinvolgente e vicino all’esperienza quotidiana degli studenti, favorendo una maggiore partecipazione e una comprensione più profonda.
Inoltre, la nascita di nuovi corsi risponde al bisogno di una formazione più strutturata in settori specifici e innovativi. L’evoluzione della società e del mercato del lavoro richiede competenze costantemente aggiornate e al passo con i tempi, spesso legate a settori quali comunicazione digitale, sicurezza informatica ed educazione. Per questo motivo, l’università è chiamata a rinnovarsi, adattando i propri percorsi formativi ai cambiamenti.
Tuttavia, questo processo di rinnovamento è spesso ostacolato dal pregiudizio di studenti e opinione pubblica, che considerano alcuni di questi corsi come poco autorevoli o meno affidabili rispetto alle discipline tradizionali. In realtà, sono una risposta a un cambiamento rapido e continuo, a cui spesso si fatica ad adeguarsi. Proprio per questo, università che riconoscono il valore delle trasformazioni e si impegnano ad adattare i propri percorsi formativi dovrebbero essere valorizzate, in quanto capaci di interpretare e anticipare le esigenze della società contemporanea.
E tu, li seguiresti?

