La storia di Daniele Sorbo Filosa per "La tua sfiga sottotesi - Il Contest"


  • 26-02-2018
  • Sottotesi.it

Decido di dedicarmi alla stesura della mia tesi di laurea per tutta l’estate senza pause con la speranza di laurearmi ad ottobre. Il mio relatore, con il quale stavo lavorando già da qualche mese, mi comunica che per tutto il periodo estivo sarebbe stato impegnato in Germania tra convegni e ricerca.

Inizio ad inviargli materiale da correggere via e-mail e cominciano a sorgere i primi problemi. Il professore un po’ anzianotto e poco pratico con la tecnologia, oltre a non essere proprio tempestivo nelle risposte, mi scrive per dirmi una volta che non riusciva ad aprire il mio file, una volta che non riusciva a leggere le note a piè di pagina e che preferiva aspettare di avere l’elaborato nella sua completezza per poterlo correggere, una volta che il formato da me inviato risultava per lui non modificabile e che quindi non avrebbe potuto inviarmi nuovamente il file con le sue correzioni. Io disperato cerco di modificare il formato del file in ogni modo possibile e immaginabile, affinché lui potesse correggerlo. Passato un bel po’ di tempo, ormai convinto di aver risolto il problema, mi scrive per dirmi che da quel momento in poi durante il suo viaggio non avrebbe più avuto a disposizione alcuna connessione ad internet e quindi non avrebbe più potuto rispondermi. Per settimana sparisce completamente, io tra ansia all’ennesima potenza e voglia di lanciare tutto per aria decido di continuare a lavorare e completo la tesi con tanto di bibliografia, indice e dedica, che invio al professore, ma ancora una volta nessuna risposta....

Arriva il giorno del ritorno del professore dalla Germania, giorno che coincideva con l’ultima possibilità di fare ricevimento con lui prima della scadenza per consegnare il materiale per la seduta di laurea in segreteria. Decido di evitare il panico e di presentarmi da lui consapevole che se non mi avesse firmato il frontespizio quel giorno non mi sarei potuto laureare. Stampo tutta la tesi e mi piazzo fuori dalla sua porta deciso a fargliela leggere quel giorno e anche a piangere disperato qualora fosse servito. Entro, mi siedo, spiego la situazione e lui mi dice che aveva visto la mia tesi, l’aveva corretta e me l’aveva anche inviata. Per ragioni che ancora non comprendo la mia e-mail aveva deciso di non farmi giungere le mail con gli allegati, per tutto quel tempo non mi erano arrivate le correzioni. Dopo essere incredibilmente sopravvissuto all’attacco di cuore provocatomi da questa notizia, cerco di capire come risolvere la questione ma lui mi dice che avrei dovuto rivedere la tesi con le sue correzioni e poi inviargliela nuovamente e quello era l’ultimo giorno per la firma, quindi mi manda via. Io esco dal suo ufficio e dopo un primo momento di confusione decido di non arrendermi, aspetto che il professore termini tutti i ricevimenti della giornata e rientro per chiedergli se potessimo trovare un modo per risolvere la questione ma lui mi manda ancora una volta via, salvo poi uscire dal suo studio, mentre io ero in palese stato di confusione per il corridoio, dicendomi che mi avrebbe dato la possibilità di correggere la tesi in quei giorni per potermela firmare prima della scadenza per la consegna in segreteria, ma avrei dovuto trovare una diversa edizione di un testo importante utilizzato per la tesi perché lui non approvava la traduzione in italiano del testo che avevo utilizzato io, ma di questo io ovviamente non sapevo nulla. In pochi giorni ho dovuto reperire il nuovo testo e modificare tutte le citazioni che avevo fatto.

Ho lottato, praticamente rinunciato alla dignità pregandolo, ma ho vinto. Nel frattempo la comunicazione tra me e il professore ha continuato ad essere molto difficile al punto che ho dovuto utilizzare diverse e-mail.

P.s.: Quando sono andato a far stampare e rilegare la tesi si sono bloccate tutte le macchina fotocopiatrici per un pomeriggio.